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MESTIERI E SAPERI NEL CHIOSTRO: L’ARTE DI CONDIVIDERE

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Il 2018 è l’Anno Europeo del Patrimonio Culturale.

Nella giornata di sabato 22 settembre un insieme di soggetti del territorio si raccolgono attorno a Ipab per valorizzarne il patrimonio artistico, storico e di valori Un patrimonio che testimonia la tradizione, i saperi e gli stili di vita che fanno parte del passato della città e non solo.

Itinerari delle Passeggiate
Ore 9.00 Presentazione delle Passeggiate, Chiostro S. Pietro
Ore 9.15 – 13.00 Laboratori Maestri-Allievi nel Chiostro S.Pietro: restauro beni culturali, oreficeria, marmo, pelletteria, incisione, restauro ligneo oltre a una rassegna fotografica del Complesso di San Pietro

Visite Guidate dei Ciceroni (studenti delle Scuole Superiori)
dalle ore 10.00 alle 12.00
Oratorio Boccalotti, Chiesa San Pietro, Oratorio Monache, Chiostro San Pietro

Concerti nel Chiostro S. Pietro
dalle ore 10.00 alle 12.00

Ore 13.00 Rinfresco

Con la collaborazione di Club per l’Unesco di Vicenza, Consiglio dell’Europa – Sede di Venezia, Scuola d’Arte e Mestieri di Vicenza, Scuola “G Fontana” di Chiampo, Liceo Musicale “Pigafetta”, Liceo Artistico “Canova”, Istituto “Da Schio”, Engim e Fattoria Sociale il Pomodoro. Fotografia di Roberto Barcellona.

Alzheimer. Storia di un viaggio

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Michele Farina è autore del libro “Quando andiamo a casa?”. Un’inchiesta unica nel suo genere che l’autore, giornalista di professione, ha tracciato con delicatezza e potenza, raccontando il viaggio nel mondo di una malattia, l’Alzheimer, per la quale ad oggi non c’è cura. L’autore a 10 anni dalla morta della madre, rivive la propria esperienza ma racconta anche le “facce indimenticabili di persone qualunque”, le storie di speranze e frustrazioni, rabbia e senso di impotenza, ma anche amore e amicizia. A dialogare con lui giovedì 20 settembre alle ore 20.30 in Fondazione Zoé, ci sarà il giornalista Franco Pepe.

L’ingresso è libero fino a esaurimento dei posti disponibili. Consigliata la prenotazione a questo link.

Resoconto – La cura dell’anziano, com’è cambiata, come cambierà

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Sono numeri davvero preoccupanti quelli che snocciola Luca Romano di Local Area Network che, aderendo al titolo dell’incontro inaugurale della seconda edizione della rassegna promossa da Ipab di Vicenza “Tra Dono e Carità”, ha fornito un quadro pienamente realistico del prossimo futuro per quanto concerne la popolazione anziana del vicentino.

“La cura dell’anziano, com’è cambiata, come cambierà. Nella comunità e nelle strutture di accoglienza”, questo lo spunto di discussione fornito dagli organizzatori e che ha visto gremita la chiesa di San Giuliano. Ospite d’onore Marco Trabucchi, autore del libro “Cura. Una parola del nostro tempo”, coadiuvato dalla psicologa Lucia De Antoni.

Ad aprire l’incontro, promosso in collaborazione con ANAP Confartigianato Vicenza,  è stato Lauro Paoletto, direttore de La Voce dei Berici.

Sui numeri forniti da Romano si è provato così a disegnare il futuro prossimo, che è già domani. Un domani caratterizzato da una sola parola: solitudine. Già oggi il 42% delle famiglie è monofamiliare, cioè composta da una sola persona. Il 20 % non ha figli, 27 mila sono ultrasessantacinquenni (il 24% della popolazione) e 9 mila ultraottantenni (il 9%). Il saldo demografico è attualmente negativo e così sarà anche nei prossimi anni. A Vicenza i non autosufficienti sono 5 mila, in Veneto 61 mila e costano alla comunità oltre un miliardo di euro.

È evidente, è stato detto, che senza un trasferimento dalla medicina ospedaliera a quella territoriale, ma soprattutto senza una presa in carico di queste tematiche da parte della comunità, il sistema rischia il collasso.

“Ciascuno di noi ha bisogno dell’altro – ha detto Trabucchi – e c’è bisogno di chi sia disposto a donarsi ma anche di coloro che vogliano ricevere. Sbaglia chi pensa che la cura sia solo una definizione tecnica – ha aggiunto -. La cura è amore, è attenzione nelle piccole cose, ed è soprattutto vicinanza, silenzio e ascolto. Questa è la dimensione quotidiana della cura che è fatta soprattutto di relazione, una relazione che accompagna e guarisce non tanto e non solo il corpo, ma soprattutto l’anima, se data con amore.

La comunità deve donare il senso di sicurezza e protezione, fornire una rete di amicizie, di affetti, ma anche di impegni per gli anziani che possono essere utili in mille modi alla società, purché si riempiano le loro vite di significato. Anche le case di cura e le residenze per anziani dovranno assomigliare sempre più a luoghi di abitazione che non a ospedali”.

“Siamo destinati a vivere più a lungo – ha concluso Trabucchi – sia per i progressi della medicina, sia per gli stili e le scelte di vita. Facciamo sì che le relazioni ci accompagnino a lungo, che il prendersi cura faccia parte di noi, altrimenti saremo destinati ad una solitudine e ad una chiusura alla vita”.

Educare è avere cura della comunità

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Sabato 15 settembre riflettiamo assieme a Johnny Dotti, pedagogista e imprenditore sociale, sul ruolo dell’educazione nella società odierna. L’incontro parte dalla premessa che l’esperienza educativa non si esaurisce solo nel prendersi cura dello sviluppo e della crescita di bambini e ragazzi, ma, anzi, ha bisogno di un mondo adulto che sia consapevole del proprio ruolo di educatore: lo fa con il suo comportamento, il suo atteggiamento verso il posto in cui vive, le persone che incontra, con cui ha relazioni di lavoro, di vicinato, di prossimità. E ancora di più lo fa attraverso il suo modo di comunicare con il linguaggio, l’atteggiamento, lo sguardo, i gesti.  Come “prenderci cura”  allora della nostra comunità per restituirle il ruolo di agenzia educativa?

L’appuntamento per rispondere a questa domanda è per sabato 15 ottobre, ore 10.00 alla Casa materna di Longara – Villa Squarzi, Via Riviera Berica, 691.

La cura dell’anziano, com’è cambiata, come cambierà

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Giovedì 13 settembre alle ore 20.30 nella Chiesa di San Giuliano prende il via il percorso culturale e di riflessione proposto da questa seconda edizione di “Tra Dono e Carità”. Il tema non poteva che essere quello della Cura, la parola del nostro tempo più richiesta e più dimenticata, in una società dove la solitudine è compagna quotidiana e la vita assieme sembra essere sempre più faticosa. Ma Cura è una parola chiave anche in medicina, perché deve accompagnare la tecnica, che da sola spesso non raggiunge adeguati obiettivi di salute. La postmodernità ha costruito una società complessa che sembra non tener conto della relazione nel “prendersi cura”

Ne parleremo con Marco Trabucchi, Professore di neuropsicofarmacologia nell’Università Tor Vergata di Roma e Presidente dell’Associazione Italiana di Psicogeriatria, società scientifica che studia le condizioni di benessere della persona anziana in relazione allo stato di salute somatica, che alla Cura ha dedicato un libro, e ascolteremo la testimonianza di una psicologa dell’Ipab di Vicenza che ha visto mutare nel corso del tempo la figura dell’anziano che entra in residenze protette.

L’evento è promosso in collaborazione con ANAP Confartigianato Vicenza.

 

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